
SCHEDA
Protagonista: Antonio Bardellino
Data: 26 maggio 1988
Luogo: Bujos (Brasile)
Dinamica: I pentiti casalesi raccontano che è stato ucciso
a martellate, ma il suo corpo non è mai stato
ritrovato
ARTICOLO
Quello del boss Antonio Bardellino è il più clamoroso caso di «lupara bianca» della camorra campana. Ufficialmente, il padrino di San Cipriano d’Aversa è morto nell’ultima settimana di maggio del 1988, ammazzato da Mario Iovine, suo ex uomo di fiducia, e sepolto in qualche sperduto angolo della costa brasiliana. Il suo corpo, però, non è mai stato ritrovato, malgrado gli enormi sforzi degli investigatori. E c’è stato addirittura chi – come il pentito di Cosa nostra, Tommaso Buscetta, e l’ex capo del Sismi, il generale Cesare Pucci – abbia messo in dubbio la ricostruzione stessa dell’omicidio, fino a immaginare una diversa conclusione del «giallo» legato a Bardellino. Il futuro capo del clan dei Casalesi riceve il primo mandato di cattura per associazione di stampo mafioso nel 1978, ma riesce a darsi alla macchia. Viene arrestato, la prima volta, il 2 novembre del 1983, quando – ormai – la magistratura lo ha già indagato per traffico internazionale di stupefacenti, estorsione e strage. Gli agenti della Criminalpol e della polizia spagnola lo bloccano in un bar, a Barcellona, dove era giunto da pochi giorni, proveniente dalla Francia, su indicazione di un poliziotto corrotto. Era braccato, il padrino, nei 134 Paesi aderenti all’organizzazione internazionale di polizia criminale. Soltanto quella «soffiata» gli aveva permesso di rimanere in libertà qualche altro giorno ancora. Il giorno dopo, tra l’incredulità dei magistrati e degli uomini delle forze dell’ordine italiani, viene rilasciato dal tribunale dietro il pagamento di una cauzione da 50 milioni di lire. Ed è a questo punto che la storia inizia ad assumere i contorni del mistero. Subito dopo la scarcerazione, infatti, il padrino si rifugia in Brasile, dove incontra Tommaso Buscetta e Tano Badalementi, i due vecchi capi-mafia palermitani costretti alla latitanza dall’offensiva militare dei corleonesi di Totò Riina e Bernardo Provenzano. Successivamente, si sposta verso Santo Domingo, dove – con tutta probabilità – incontra qualche camorrista di Caserta che lo informa del tradimento ordito dai suoi ex «colonnelli»: Mario Iovine, Enzo De Falco, Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti. Il 20 maggio del 1988, Bardellino parte di nuovo per il Brasile, credendo – erroneamente – di essere finito nel mirino dell’Interpol. Il 24 maggio, il boss chiama al telefono la sua convivente, Rita, conosciuta in un negozio di Fuorigrotta, da cui ha avuto tre figli: la rassicura e le dice che proverà di nuovo a contattarla due giorni dopo, il 26 maggio.
Quella telefonata, però, non arriverà mai. Antonio Bardellino scompare nel nulla, inghiottito in un buco nero a migliaia di chilometri di distanza dalla sua terra d’origine. Ciò che accade in quei giorni, sono i collaboratori di giustizia a raccontarlo: «Antonio Bardellino fu ucciso con tre mazzolate sulla testa, il cadavere venne seppellito in una buca scavata nella spiaggia di Bujos, in Brasile, e l’assassino, che agì da solo, fu il boss – un tempo suo amico – Mario Iovine. C’erano forti contrasti tra Mario Iovine e Bardellino, poi ci fu una telefonata “chiarificatrice” con la quale il boss di San Cipriano d’Aversa invitava Iovine in Brasile. Pur temendo di cadere in trappola, Iovine si recò in Brasile, facendosi accompagnare in taxi fino alla villa di Bardellino, a Bujos. All’esterno della propria villetta, Iovine vide l’auto di Bardellino, una Oldsmobile di colore verde che ben conosceva. Ebbe, allora, la certezza che Bardellino voleva tendergli una trappola. Si fece accompagnare dal tassista a una distanza di tre chilometri e, sul litorale, scavò una fossa. Poi, tornò nei pressi della villa, entrò per prendere la propria pistola calibro 38 ma non la trovò. Pensò che l’arma gli era stata rubata durante l’assenza dallo stesso Bardellino. Si armò allora di una mazza ed attese il rientro del rivale. Iovine tramortì Bardellino con un forte colpo alla nuca e lo finì con altre due mazzolate, sfracellandogli il cranio. Poi riprese la propria pistola, che trovò addosso al cadavere di Bardellino, avvolse il corpo in un tappeto, prese i documenti e lo depose nel baule dell’auto di Bardellino. Andò a seppellire il cadavere nella buca. Intanto, a Casal di Principe gli uomini di Bardellino erano in attesa della telefonata con la quale il boss avrebbe dovuto comunicare la morte di Iovine. Arrivò, invece, a Francesco Schiavone e a Vincenzo De Falco la telefonata di Iovine che disse di aver ammazzato il rivale e che bisognava far fuori tutti i parenti e gli amici di Bardellino. Rappresaglia che partì immediatamente e che culminò nell’eliminazione di Paride Salzillo, “figlioccio” di Bardellino».
(Pubblicato sul quotidiano Il Roma)
10 commenti:
per me bordellino un mito
dite all'anonimo sostenitore di venire a Formia
se già non ci è stato
grazie al "mito" ci è saltata in aria una discoteca, due morti e 40 feriti che col "mito" non c'entravano un c...avolo fossero stati scagnozzi suoi........pure pure
casomai BORSELLINO è un mito
forza villa literno
Caro formiano ti devo dare torto perche' Antonio BARDELLINO e' e rimarra' sempre il piu' grande di tutti e con lui tutti i suoi parenti Ernesto,Calisto,Angelo e Gustavo....
se il governo farebbe rispettare le leggi che emana e non farebbero COMUNELLA con questi LESTOFANTI le cose filerebbero meglio altro che MITO.Questi sono delle autentiche SANGUISUGHE.
anzicchè di taglieggiare la brava gente questi perchè non vanno a lavorare.
sono solo pedine del gioco loro
io sono di san cipriano ..e posso solo dire che la morte di antonio bardellino ..a colpito gran parte del paese...perche era un uomo anzi un super uomo...diceva antonio bardellino che per conoscere bene una persona ...bisognava mangiarsi una botte di sale insieme....figuratevi che fiducia poteva avere delle persone...ma da mario iovine quella morte non se l'aspettava...
come mai se sanno che iovine e andato a tre chilometri a scavare il fosso? chi gliela detto e come mai quello che gliela detto perche non li ha accompagliati sul posto?dove come dice la favola secondo me? e una grande stronzata come si puo immagginare una favola cosi ma chi e stato a raccondare queste cose chi e quel pentito che sa tutte queste cose e non sa il posto dove trovare Bardellino?
ragazzi sono il formiano di prima......
sicuramente è stato una figura criminale diversa dalle altre......credeva nel rispetto delle regole......ok.....ma sempre un trafficante di droga era.....!
preferisco magari la vecchia mafia come la sua che nn trasporta e sotterra i tossici ok....ma sempre mafia è......
e poi raga io quelle zone nn le conoscerò ma pure da noi è risaputo quanto conti stare vicino alla propria gente del paese.....fare i latitanti li....nei paesi.....
e poi bardellino aveva una grande impunità....
scagionato in spagna assolto da carnvale in italia.....stavano troppo protetti coi politici..... in provincia di latina è la stessa cosa.....quante volte avete sentito di arresti nei confronti di sta famiglia?
a latina gli condannano a 4 - 5 anni e poi all'appello a roma gli dimezzano la pena...
ma a chi la volete raccontare......?
è normale che la gente che porta il tuo nome e per te uccide quando vede che tu stai all'estero latitante e loro in gabbia inseguiti da carabinieri.....è normale che vieni tolto di mezzo......
è brutto ma è cosi
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